riqualificazione del frontemare

location: casalvelino, sa italy

status: competition

categorie: urban

area: 500 sqm

year: 2005

architect: arturo biagio gragnaniello
project partners: pietro salvatore caliendo, paolino vincenti, luigi dello iacono, agostino carbone

Morfologicamente il water-front di Casal Velino Marina si presenta disarticolato in più zone separate fra loro in cui il porto, assimilabile di fatto ad un surreale “vuoto urbano”, costituisce una cesura netta tra la costa alta che si protende verso Pioppi, il centro gravitante su piazza Marconi ed il lungomare gravemente appesantito, sul lato spiaggia, dagli ingombranti e multicolori volumi dei lidi fino all’altezza di via Palinuro dove si interrompe la viabilità pubblica. I fenomeni di erosione della linea di costa bassa, nei tratti non protetti da scogliere, hanno ancora di più isolato la zona a valle del centro urbano fino alla foce del fiume Alento, compromettendo seriamente l’attività degli esercizi turistici presenti. Il nucleo più antico del borgo conserva alcune cortine edilizie originali anche se non mancano purtroppo episodi di manomissioni o improvvide sostituzioni. La presenza di un tessuto urbano modesto ed anonimo, fatto per lo più da seconde case, pesante eredità degli anni 60-70, che occupa, non contribuisce di fatto a migliorare l’immagine del centro turistico-balneare dove le strutture alberghiere sono poste a macchia di leopardo sul territorio, spesso in posizioni defilate e quanto meno anomale.
Nel riassetto territoriale complessivo proposto, un segno progettuale lineare attraversa, con discrezione e continuità, i vari ambiti, segno che sottolinea, indica, accompagna, nega, evidenzia, rimanda, manifesta, proietta, trasformandosi di volta in volta ora in percorso pedonale lungo il tratto costiero, ora nei punti sosta panoramici nella macchia mediterranea, ora nei tracciati che si snodano dalle ombreggiate aree di parcheggio a ridosso della collina, privilegiato belvedere a mezzogiorno.
Il progetto prevede la realizzazione di un percorso pedonale che si snoda lungo il tratto costiero o di volta in volta risale per affiancarsi ai tratti del sistema viario esistente, consentendo altresì la fruizione di viste panoramiche sul golfo di Palinuro, sostando su palchi in legno che occhieggiano nel verde della fitta vegetazione.
Tale percorso continuo prosegue nella parte alta della zona portuale, affiancandosi all’area verde che ingloba l’anomala struttura pubblica esistente e lambisce l’antica cortina edilizia di via Lista per poi disegnare il limite geometrico, della piazza. Nell’area del molo, l’idea progettuale si concretizza nella modulazione di un elemento architettonico e spaziale di forte identità, un agile percorso aereo, che rimanda alle auliche presenze sull’acropoli di Velia e si affaccia, dopo aver traguardato su un giardino della memoria circondato da mura, sull’orizzonte, vigile sentinella del nuovo porto.
L’area mercato, quasi un “extra moenia” del vecchio borgo, funge da cerniera tra i vari ambiti che si fronteggiano, acquisendone matrici progettuali e finiture, come luogo di incontro tra contado e rocca, uomini di terra e gente di mare. Operando in tal modo l’accesso alla zona portuale avverrà attraverso via Torre, con rientro su via Velia mediante il tratto più esterno del tracciato coperto del canale Tufolo, rendendo pedonale piazza Marconi, ritrovata corte e prezioso scrigno urbano che restituisce nuova identità con antichi segni.
Il nastro progettuale svolge la sua trama continua sull’intero fronte mare, diventando di volta in volta percorso pedonale nel verde, affaccio a mare su
piattaforme destinate al gioco, copertura di lidi ipogei, scivolo di accesso alla spiaggia, pergola ombreggiata, in un dialogare continuo tra ambiente naturale e spazi urbani retrostanti. In tale prospettiva va considerato il recupero del percorso spiaggia nel tratto finale, più esposto ai fenomeni di erosione, mediante l’allestimento di passerelle e pontili, che, in attesa degli interventi di mitigazione del fenomeno, consente ai bagnanti di fruire di solatìi palchi, sospesi tra cielo e mare.
Non è da meno pensare alla particolarità che tale percorso finisce e inizia tra le ombrose anse dell’Alento, quasi inattesa “scoperta”, in vista delle antiche pietre dell’acropoli di Velia.

Morphologically the water-front of Casal Velino Marina is disarticulated in several separate areas where the port, similar in fact to a surreal “urban void”, is a clear caesura between the high coast that stretches to Pioppi, the center gravitating on Piazza Marconi and the severely burdened waterfront, on the beach side, from the cumbersome and multicolored volumes of the shores up to the height of Via Palinuro where public traffic is interrupted. The erosion phenomena of the low coast line, in sections not protected by cliffs, have even more isolated the area downstream of the city center up to the mouth of the river Alento, seriously compromising the activity of the tourist establishments present. The oldest part of the village preserves some original building curtains even if there are unfortunately no episodes of tampering or sudden substitutions. The presence of a modest and anonymous urban fabric, made mostly by second homes, heavy inheritance of the years 60-70, which occupies, does not in fact contribute to improve the image of the tourist-resort center where the hotel facilities are located spot of leopard on the territory, often in secluded positions and at least anomalous. In the proposed overall territorial reorganization, a linear design sign crosses, with discretion and continuity, the various areas, a sign that underlines, indicates, accompanies, denies, highlights, manifests, projects, transforming from time to time now into a pedestrian path along the coastal stretch, now in the scenic spots in the Mediterranean, now in the tracks that wind from the shaded parking areas near the hill, privileged viewpoint at noon. The project involves the construction of a pedestrian path that winds along the coastal stretch or from time to time dates back to join the stretches of the existing road system, also allowing the use of panoramic views of the Gulf of Palinuro, stopping on wooden boxes that peep in the green of dense vegetation. This continuous path continues in the upper part of the port area, flanking the green area that incorporates the anomalous existing public structure and laps the ancient building curtain of via Lista to then draw the geometric limit of the square. In the area of ​​the wharf, the design idea is expressed in the modulation of an architectural and spatial element of strong identity, an agile aerial path, which refers to the noble presences on the acropolis of Velia and overlooks, after having looked over a garden of memory surrounded by walls, on the horizon, watchful sentinel of the new port. The market area, almost an “extra moenia” of the old village, acts as a hinge between the various areas that face each other, acquiring design matrices and finishes, as a meeting place between the countryside and fortress, land men and seafarers. By doing so, access to the port area will take place via via Torre, returning to via Velia through the outermost section of the covered Tufolo canal, making pedestrian Piazza Marconi, a rediscovered court and precious urban treasure that returns a new identity with ancient signs . The design ribbon plays its continuous plot on the entire seafront, becoming from time to time pedestrian path in the green, overlooking the sea on platforms for the game, coverage of ipogei beaches, slide access to the beach, shaded pergola, in a dialogue continuous between natural environment and backward urban spaces. In this perspective, it is necessary to consider the recovery of the beach path in the final stretch, more exposed to erosion phenomena, by setting up walkways and pontoons, which, while awaiting the mitigation of the phenomenon, allows bathers to enjoy sunny boxes, suspended between sky and sea. It is no less to think of the particularity that this path ends and begins among the shady loops of the Alento, almost unexpected “discovery”, in view of the ancient stones of the acropolis of Velia.

Schizzi

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